
Nota per il lettore: questo tentativo di lettura del tema natale di Silvio Berlusconi è anche una prima lezione di astrologia per il viaggiatore curioso. La divisione dei paragrafi seguirà dunque l’analisi delle singole parti del tema, dilungandosi un po’ più del dovuto su alcuni aspetti di particolare importanza. Lo scopo di questa lettura è capire da quale nucleo originario hanno preso forma il carattere e il destino di questa figura che ha indubbiamente segnato, nel bene (per alcuni) e nel male (per altri) la storia italiana degli ultimi trent’anni.
Chiedo dunque al viaggiatore un piccolo dono della pazienza e della concentrazione impiegate di solito per altre attività dello spirito. Se la lettura si rivelerà troppo faticosa o il tempo non sarà abbastanza, l’invito è di avviare la lettura dal paragrafo che conclude e dà il titolo a questo articolo, “La via plutonica”.
Il tema natale di Silvio Berlusconi è un esempio illuminante di come, dal punto di vista astrologico, l’individualizzazione consista tanto nella scelta di un destino quanto nell’esclusione o rinuncia ad altre possibilità. Ma cosa orienta davvero questa scelta? Ed è davvero una scelta consapevolmente desiderata? E, soprattutto, fino a che punto avrà realizzato il potenziale più autentico, la vocazione intuibile nella trama simbolica delineata nel tema?
Per provare a rispondere a queste domande, è necessario – pag. 1 del manuale di astrologia – partire dal centro della mappa, guardando alla posizione del Sole. Per “posizione” s’intende sia il segno del primo due luminari (il secondo è la Luna) sia lo stato terrestre, ovvero la casa che ospita il pianeta. L’ingresso in una delle dodici case determina anche il segno dell’Ascendente e, al polo opposto, quello del Discendente. In primo luogo, bisogna quindi considerare il rapporto tra i valori del segno del pianeta e i valori della casa che lo ospita; in secondo, il rapporto fra la posizione del Sole e l’Ascendente. È da questi due accordi che si forma il nucleo fondamentale della personalità.
A casa e fuori casa: la posizione del Sole
Seguendo questa traccia, possiamo individuare una prima dissonanza significativa. Il Sole si trova infatti in Bilancia, segno associato al bisogno di approvazione, alla mediazione e al riconoscimento sociale, ma “cade” (è il caso di dirlo) in prima casa, dominio dell’Ariete, suo opposto zodiacale. Questa combinazione innesca una tensione strutturale tra due esigenze complementari e antagoniste: da un lato la spinta a ricercare il consenso e a definirsi attraverso lo sguardo altrui; dall’altro un bisogno di affermazione autonoma che si esprime attraverso l’azione diretta e impulsiva.
Non è un dettaglio secondario: la prima casa è uno dei quattro punti angolari del tema e, in quanto tale, ha un ruolo importantissimo nella formazione del carattere. È il settore dell’espressione immediata e istintiva del Sé, ovvero di quei tratti caratteriali “spontanei”, che precedono – e spesso entrano in conflitto – l’azione modellatrice dell’ambiente. Una delle caratteristiche dell’Ariete è infatti quello dell’affermazione sul mondo, prima e sopra le regole e i dettami imposti da un mondo esterno con cui entra in tensione agonistica.
All’opposto speculare, la Bilancia cerca l’affermazione nel mondo. Un Sole nel settimo segno dello zodiaco non può rinunciare alla relazione, alla reciprocità, alla costruzione di un’immagine pubblica in grado di assicurare consenso e status. È l’applauso del pubblico a legittimare il desiderio di imporsi sulla scena; il bisogno di essere visti e approvati esige la maschera pubblica del performer di successo, del mattatore brillante.

La Luna in sesta: il motivo ricorrente
Questa tensione fra segno e casa ritorna anche nella relazione tra Luna e Venere, ossia nei due poli astrologici dell’affettività. La coincidenza non è casuale, poiché individuare la presenza del motivo ricorrente che, dal centro della mappa, si ripete e si diffonde negli altri settori è il vero obiettivo della lettura del tema natale.
Iniziamo dalla Luna, il secondo – non per ordine di importanza – dei due luminari. Se il Sole è al contempo a casa, nel primo settore, e fuori casa, nella Bilancia, la scena qui si ripete all’opposto speculare. La Luna è infatti in Pesci, il segno dove alcune caratteristiche lunari come ricettività, immaginazione, empatia vengano amplificate dagli influssi nettuniani, portando in alcuni casi a intuizioni medianiche e più spesso a una vocazione altruistica che rasenta il sacrificio. La Luna, tuttavia, cade in sesta casa, settore associato al segno della Vergine e al dominio simbolico dell’ordine e del contenimento, ovvero a regole, limiti, lavoro quotidiano e senso del dovere.
Da qui l’impulso a dissolvere limiti e confini (Pesci) e la necessità di incanalare questa energia in compiti concreti, strutturati e talvolta restrittivi (sesta casa). A livello psicologico, questa dissonanza si traduce nella figura del bambino che per sopravvivere in un mondo ostile ha bisogno della protezione di una madre o di una figura adulta. La sensibilità pescina avvertirà tuttavia questa figura come limitante se non castrante: la congiunzione con Saturno accentua la portata del dramma, rafforzando l’influenza dei valori della sesta casa su quelli del secondo luminare. Dall’inevitabile frustrazione a un senso di inadeguatezza che potrebbe molto presto diventare cifra delle relazioni con gli altri, il passo è – o almeno rischia di essere – breve quanto scontato.
A meno che non si dia, come in questo caso, la possibilità di una via di fuga o di una valvola di sfogo per le energie compresse. La Luna è opposta a Nettuno in Vergine e in dodicesima: come i due luminari, anche il signore dei Pesci si trova dunque a casa e fuori casa, esaltato e depresso insieme. Nella scena che abbiamo appena descritto, l’influenza nettuniana offre al bambino il dono divino della sublimazione, ovvero la possibilità di trasformare la frustrazione in intuizione creativa. L’odioso e necessario richiamo all’ordine sarà dunque la benzina per qualsiasi tentativo di slancio o evasione dal recinto. Se con l’immaginazione o attraverso l’azione, dipende, come vedremo, dagli altri aspetti del tema, a partire dalla posizione di Marte.
Venere in Scorpione e in seconda: history is repeating
Sì, la storia si ripete. Venere è infatti in Scorpione e in seconda casa, in esilio nel segno e nel suo domicilio elettivo, a casa e fuori casa. E anche in questo caso il potenziale drammatico è tutt’altro che banale. La Venere dello Scorpione è l’equivalente astrologico del connubio di amore e morte, ovvero dello strettissimo legame fra desiderio amoroso e bisogno “plutonico” di legare l’altro a sé in un rapporto di soggezione reciproca. La seconda casa è collegata al dominio simbolico del possesso e del territorio, quindi a valori come sicurezza, stabilità, piacere materiale. Niente di più lontano da un eros che si nutre della minaccia della perdita, di sé come dell’oggetto d’amore. Non è un caso che il Toro, signore della seconda casa, sia anche il segno opposto allo Scorpione.
Gli opposti, tuttavia, si assomigliano più di quanto possa sembrare. Le varie polarità dello zodiaco si distinguono anche per la presenza di un comune tratto caratterizzante che si manifesta in forme e con esiti contrari. Se Pesci e Vergine sono accomunate dall’idea del servizio, Toro e Scorpione sono accomunate dall’idea del possesso: attraverso il controllo per il Toro, attraverso il potere per lo Scorpione. Nell’ambito delle relazioni affettive – non solo quelle amorose -, sarebbe più giusto parlare di uno stile di attaccamento centrato sulla paura della perdita, da cui il bisogno di assicurarsi la vicinanza, o per essere ancora più precisi, l’assoluta disponibilità di un altro istintivamente avvertito come presenza instabile, precaria e portatrice abbandono. L’espressione del desiderio è legata alla ricerca della certezza di non rivivere il trauma della separazione dal corpo materno. Se la psicologia taurina cercherà di assicurarsi questa certezza con una relazione stabile e con la conversione dell’eros in affetto duraturo, in fiamma tiepida ravvivata da una gelosia che può anche assumere tratti ossessivi; quella scorpionica lo farà attraverso l’evocazione della minaccia abbandonica, in un ciclo continuo di ripetizione e di esorcizzazione attraverso la ricerca del possesso. Il terrore di perdere l’oggetto d’amore è la scintilla che anima il desiderio erotico, e di cui lo stesso desiderio si alimenta.
Il quadrato fra Venere e Plutone in decima casa, nel settore della carriera e del successo professionale, aggiunge alla scena un ulteriore elemento tragico. Essere amati o essere disamati sarà una delle condizioni della riuscita o del fallimento nel mondo. La percezione di avere un potere sugli altri, nella sfera delle relazioni pubbliche, dipenderà in primo luogo dalla percezione del potere nelle relazioni affettive. La paura dell’abbandono sarà tutt’uno con l’orrore della disfatta, mentre la gioia del possesso coinciderà con la gioia del successo.
Mercurio e Marte: il comunicatore e l’imprenditore
Le armonie e le dissonanze che abbiamo descritto formano il nucleo identitario (Sole) e affettivo (Luna e Venere) del tema. Questi conflitti interiori sono portati all’esterno dal messaggero e mediatore Mercurio, dove acquistano una voce, un volto, un modo di esprimersi e di comunicare.
In questo tema, Mercurio è in una posizione “solare”, in prima casa e in congiunzione con il Sole in Bilancia. Il talento comunicativo è dunque innato e immediatamente accessibile: la comunicazione è lo strumento di un’affermazione personale che può contare sia su un talento innato nella mediazione (la più bilancina della virtù), sia su quello tipicamente mercuriale della bugia ben raccontata. Quest’ultima è lo strumento per plasmare la propria immagine pubblica, o meglio la propria immagine di sé attraverso un pubblico disposto ad affidarsi a chiunque sia in grado di incarnare pulsioni e aspettative nascoste.
E tuttavia, la performance istrionica viene spontaneamente resa funzionale da Marte in Vergine in undicesima casa, in un segno e in un settore uraniani (su Urano torneremo in seguito). Il ruolo del pianeta non si limita all’aspetto pratico-operativo, ma agisce a supporto dell’Ascendente Vergine nel dare un argine e un indirizzo alle spinte centrifughe e alle forze più esuberanti: dalle derive nettuniane della Luna in Pesci al desiderio possessivo della Venere in Scorpione, dall’istrionismo mercuriale all’egocentrismo del Sole in prima casa. Dato il coinvolgimento dell’Ascendente, questa azione normalizzatrice ha il compito importantissimo di rendere socialmente accettabile quello che altrimenti non lo sarebbe. Lo fa attraverso la dedizione al lavoro, la programmazione per obiettivi, l’abito pragmatista che caratterizza l’imprenditore di successo. Più o meno quelle virtù che hanno reso giustificabili a molti gli aspetti meno lodevoli della personalità berlusconiana.
Giove e Saturno: l’ottimismo del pragmatico
Se Mercurio, Venere e Marte formano il gruppo dei pianeti personali, Giove e Saturno formano la coppia, come vedremo, reciproca e antagonista dei pianeti sociali. Entrambi si collegano simbolicamente al rapporto fra l’individuo e l’ambiente, o meglio al ruolo che questo rapporto avrà nel definire il carattere e la biografia di un singolo come di un qualsiasi gruppo umano. Se Giove ha un ruolo espansivo, Saturno ha un ruolo restrittivo: se il primo incentiva la realizzazione di desideri e aspirazioni personali, Saturno richiama alla presenza dei limiti e di valutare le condizioni di possibilità dei propri desideri. Giove è il pianeta del principio di piacere e della “fortuna” (torneremo sul significato del termine), Saturno è il pianeta del principio di realtà e del dover essere.
Iniziamo, dunque, da Giove. Il pianeta occupa nella massa una posizione abbastanza felice, in quanto è a casa nel suo segno elettivo, il Sagittario, e nonostante sia fuori casa nel terzo settore. La dissonanza in questo caso è meno stridente, anzi si può dire che in terza casa l’apporto gioviale venga particolarmente valorizzato. Una piccola avvertenza: dato che il moto orbitale del pianeta è più lento di quello dei pianeti personali, lo stato terrestre (la posizione in una casa specifica) avrà una valenza più incisiva rispetto al segno. In parole povere, quando guardiamo alla posizione di Giove (e di Saturno, Urano, Nettuno e Plutone) dobbiamo considerare prima la casa e poi il segno del pianeta. Ciò detto, nel terzo settore la capacità gioviale della visione, ovvero di collocare i singoli elementi in una cornice d’insieme, si rivolge all’apprendimento e alla comunicazione, costruendo il terreno fertile per una mente capace non solo di tessere bei discorsi, ma anche di ricavarne sogni da vendere a un pubblico di potenziali elettori, consumatori, sostenitori.
Questa attitudine al “pensiero largo” è anche la premessa della fortuna tradizionalmente associata al pianeta. La parola in questo caso è da intendere non come il certificato di una benevolenza divina, ma piuttosto come l’intima, innata e a volte irragionevole convinzione che le nostre visioni possano tradursi in realtà; anzi, che possano realizzarsi contro ogni aspettativa e al di là degli stessi limiti oggettivi. Quanto più reali sono gli ostacoli, tanto più ne sarà stimolata l’attitudine gioviale dell’espansione, termine a cui possiamo associare sia l’autostima e la tendenza al miglioramento personale (se Saturno si limita a contenere senza reprimere), sia la sopravvalutazione e la mitomania (se Saturno è troppo debole o, al contrario, assume un ruolo antagonistico e repressivo).
In questo caso, buona la seconda. Data la congiuzione di Saturno alla Luna, il rischio dell’ “inflazione compensativa” o al contrario di una sfiducia preventiva è piuttosto concreto. Allo stesso modo, come l’overdose di autostima può disinnescare i freni saturnini, la crisi di sfiducia può assumere il compito salvifico di frenare gli slanci impulsivi e gli eccessi di fiducia gioviale. L’esito dell’attrito sarà probabilmente quello di un’oscillazione nevrotica fra ottimismo e pessimismo, tra fiducia illimitata nei propri mezzi e costante paura del fallimento. Non è detto però che questa nevrosi porti per forza a uno scisma insanabile. La forte influenza di entrambi i pianeti potrebbe trovare un appeasement in una sorta diottimismo realista: pianificando grandi progetti, anzi, “quei” grandi progetti che garantiscono un approccio pragmatico e calcolato. Coltivando visioni grandiose, sì, ma solo a patto che siano concretamente realizzabili.
Urano in ottava: l’orchestratore opportunista
Accanto a Giove e Saturno, gli altri pianeti lenti – Urano, Nettuno, Plutone – influenzano il rapporto fra individuo e società a un livello più profondo e con effetti più duraturi e significativi. La dinamica in questo caso non riguarda il contesto sociale in senso stretto, ma l’immaginario e il cosiddetto inconscio collettivo, il patrimonio di simboli e narrazioni che si tramanda attraverso le generazioni. Da questo patrimonio – paragonabile a un cloud ad accesso automatico -, singoli e gruppi attingono quelle rappresentazioni che formano il cosiddetto spirito del tempo.
Nella mappa Urano è in ottava casa: per quanto non sia il suo domicilio elettivo, è comunque una posizione felice per l’espressione dei valori del pianeta. L’ottava casa riprende dallo Scorpione (il suo signore astrologico) il tema dello sconfinamento nel territorio altrui, da cui prende forma un campo semantico che include le attività legate alla transazione – eredità, banche, la finanza, e in generale di ciò che non si possiede alla nascita – e alla violazione – la sessualità, il crimine, l’occulto e altre forme di tabù.
Le situazioni di rischio o la presenza di ostacoli e divieti attiveranno quasi agostinicamente l’opportunismo uraniano, la capacità di realizzare il proprio fine approfittando delle circostanze. E tuttavia, come abbiamo visto per la “fortuna” gioviale, opportunismo non è sinonimo di furbizia, o meglio di astuzia e calcolo cinico. La sua efficacia si fonda sulla singolare abilità di afferrare le dinamiche nascoste, di intuire le leggi invisibili che regolano il funzionamento di un insieme. Questo particolare tipo di intelligenza, intuitiva e strategica – una connessione fulminea fra i due emisferi celebrali -, aspira al dominio attraverso la conoscenza, cioè alla premessa necessaria perché l’ambiente si conformi agli scopi e ai bisogni dell’individuo. È questo che rende specificamente “uraniane” la scienza, la tecnologia e lo stesso concetto di cultura come trasformazione del rapporto originario fra uomo e natura.
Urano, dunque, è il pianeta dell’adattamento attivo. Il suo compito è appunto quello di ribaltare la relazione originaria fra la Luna (la prima antenna sul mondo) e l’ambiente in modo da rendere quest’ultimo funzionale ai nostri scopi. Perché ciò avvenga, è necessario che i vari aspetti del tema siano in grado di eseguire un unico spartito, come gli strumenti e le voci all’interno di una sinfonia – non è un caso che alcuni grandi direttori d’orchestra abbiano Urano in prima casa. E’ questa funzione orchestrale che fa “suonare insieme” le armonie e distonie che abbiamo incontrato finora, in modo che possano adattarsi (o almeno provarci) a qualsiasi palcoscenico. Solo così l’empatia porosa di una Luna in Pesci potrà essere usata, ad esempio, per leggere in anticipo nelle intenzioni e nelle aspettative di un partner in affari, o di un elettore da sedurre con le doti comunicative di un Sole-Mercurio in Bilancia (e di Giove in Sagittario). Sarà Urano a sua volta a scegliere tempi e modi opportuni – il kairos per la realizzazione dell’obiettivo.
Plutone in decima: questione di vita o di status
Come abbiamo visto nel paragrafo su Venere, Plutone occupa la decima casa, il settore dell’affermazione pubblica e della carriera. Paure arcaiche e annesse pulsioni di controllo si applicano dunque alla ricerca famelica del riconoscimento mondano e dello status. Obiettivi che andranno raggiunti a qualsiasi costo, anzi, più che di obiettivi si dovrebbe parlare di condizioni per la sopravvivenza: il successo è ciò che garantisce al bambino interiore (Luna in Pesci) una nicchia di sopravvivenza nel mondo degli adulti. L’accesso a uno status dominante è la premessa necessaria per la sopravvivenza in un mondo istintivamente avvertito come ostile e soverchiante. La quadratura con Venere in seconda fa sì che il bisogno di legittimazione sociale sia inseparabile dalla paura di perdere ciò che si è conquistato, una paura che alimenta a sua volta quel bisogno di essere amati che è quintessenza della Bilancia. La ricerca del potere sugli altri scaturisce da un bisogno di possesso che si nutre della paura dell’abbandono, si nutre e allo stesso tempo la esorcizza, ripetendo e amplificando uno schema già descritto nei paragrafi precedenti.
La via plutonica
Proviamo a tirare le fila. Il motivo che abbiamo individuato all’inizio – la tensione fra segno e casa – attraversa tutti i settori della mappa. Dal Sole in Bilancia in prima casa alla Luna in Pesci in sesta, da Venere in Scorpione in seconda alla combinazione Marte-Ascendente in Vergine, dal rapporto antagonistico fra Giove e Saturno al ruolo dei tre pianeti generazionali, il motivo ricorrente dello spartito è il conflitto fra un’interiorità caratterizzata da valori culturalmente femminili (intuito, ricettività, principio di piacere) e una proiezione nel mondo mediata da valori maschili (pragmatismo, efficienza, contenimento emotivo). Siamo dunque nel dominio ben noto del conflitto fra autenticità e apparenza, fra l’essere e un dover essere che modella e condiziona l’espressione del carattere. Se nel tema natale l’Ascedente è il “primo specchio” che abbiamo ricevuto dal mondo (o meglio dal contesto d’origine), questo specchio riflette l’immagine di un bambino responsabile e giudizioso, di un adulto pratico ed efficiente, in ossequio ai valori della Vergine.
La vocazione della Bilancia al compromesso si applica in questo caso a una tensione fra forze contrarie e antagoniste, a un equilibrio che per essere mantenuto richiede un dispendio notevole di energie fisiche e morali. La stessa natura relazionale del segno fa sì che l’innato talento comunicativo o, meglio ancora, la capacità di assumere credibilmente delle maschere sociali, sia l’arma per farsi spazio in un mondo istintivamente percepito come ostile ma da cui, allo stesso tempo, si spera di ottenere protezione e approvazione.
Plutone in decima è il punto di convergenza di queste tensioni. La ricerca del potere sugli altri è prima di tutto una strategia di difesa contro il terrore della perdita e dell’abbandono. Il raggiungimento dello status sancisce la piena e legittima appartenenza in un mondo degli adulti dove non c’è posto né per il bambino ansioso né per un maschio troppo bisognoso di conferme, attributi che la nostra cultura ascrive al dominio del femminile. L’energia plutonica spazza trasforma queste ansie e paure antiche in una pulsione di dominio; in questo modo offre non solo un canale salvifico, ma anche e soprattutto la via di un destino che si realizza nella conquista di un’immagine vincente definita dagli stereotipi della maschera virile: l’imprenditore di successo, il politico carismatico, il dongiovanni incallito.
Come altri grandi imprenditori anche Berlusconi è stato senza dubbio una figura faustiana, disposta a vendere la propria anima per inseguire l’illusione di un potere assoluto sugli altri e sugli eventi. A differenza del personaggio di Goethe e di altri grandi faustiani, la sua parabola non si chiude nel pathos della tragedia, ma con il sorriso un po’ triste di una trama che si risolve in commedia solo nell’ultimo atto. È la saggezza pratica di Saturno, con l’aiuto dell’ascendente Vergine, a frenare l’eroica caduta nell’abisso, mentre è la saggezza relazionale della Bilancia a impedire un congedo da caricatura grottesca. L’ultimo ruolo giocato da questo mattatore di scena è quello del nonno affabile, in privato, e del padre fondatore, in pubblico, circondato da quei prossimi reali o acquisiti che lo hanno seguito fin dall’inizio e fino alla fine, condividendone i successi e il lento e inesorabile declino. Da Galliani a Confalonieri, dai volti più noti di Mediaset a quelli del Milan dei grandi successi: questa Luna in Pesci congiunta a Saturno, che ha iscritta nell’intimo la minaccia dell’abbandono, non riesce – non può liberarsi da nessuno. Allo stesso modo da questa Venere scorpionica quadrata a Plutone, nessuno può davvero liberarsi.
Nessuno, inclusi noi. A due anni di distanza della morte – avvenuta il 12 giugno 2023, con Urano in transito nell’ottava casa e congiunto all’Urano natale -, dobbiamo riconoscere come l’uomo più odiato dalla metà del Paese sia riuscito nella sua ultima impresa. Congedarsi senza più attirare l’odio spontaneo dei suoi odiatori, rendendo credibile anche agli occhi degli antiberlusconiani più incalliti la recita di un ruolo studiato apposta per il finale di partita. Ripetendo, a suo modo, il motivo che abbiamo provato a far emergere dalla nostra lettura: quell’orrore del disprezzo altrui che, a detta di chi l’ha conosciuto, era il più grande e temuto dal Berlusconi reale. Un terrore, ancora una volta, radicato nell’essenza più intima della Bilancia.
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